Andropausa e calo di testosterone dopo i 50 anni.
May 30, 2026
Questo è il primo post di una nuova serie dedicata all’andropausa, agli ormoni maschili, al cambiamento del corpo dopo i 40-50 anni e a tutto quello che, troppo spesso, gli uomini fingono di non vedere finché il corpo non decide ‘parlare’ ad un volume più alto del solito.
Perché sì, anche negli uomini si hanno dei cambiamenti: ormoni, metabolismo, sonno, energia mentale, composizione corporea, libido, motivazione e perfino il modo in cui si reagisce allo stress.
Solo che, a differenza della menopausa femminile, di questo argomento si parla ancora pochissimo e quando se ne parla, spesso lo si fa male: slogan semplicistici, promesse miracolose, “boost di testosterone” venduti come fossero pozioni magiche e una quantità impressionante di disinformazione.
Eppure l’andropausa esiste e meriterebbe di essere affrontata con l’adeguata serietà.
Anche se forse sarebbe più corretto parlare di cambiamenti ormonali maschili legati all’età, perché il corpo maschile non vive una “rottura marcata” come accade nella menopausa femminile. È qualcosa di molto più lento, graduale, silenzioso ed è proprio questo che la rende facile da ignorare.
Quello che intendo è che se la perimenopausa può durare fino a dieci anni e quindi i sintomi si ‘concentrano’ (si fa per dire) in questo arco di tempo, l’andropausa può teoricamente durare dai 40 ai 60 anni durante i sintomi si ‘diluiscono’ in questo lungo arco di tempo rendendo più difficile attribuirli al calo di testosterone.
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Molti uomini iniziano a sentirsi “diversi” senza capire bene perché.
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Più stanchi.
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Meno motivati.
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Con più difficoltà a perdere peso.
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Più irritabili.
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Con un sonno peggiore.
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Con meno desiderio sessuale o meno sicurezza fisica.
E spesso attribuiscono tutto semplicemente all’età, al lavoro, allo stress o al fatto di essere “solo un po’ fuori forma”, ma in realtà, dietro questi cambiamenti può esserci molto di più.