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Grassi saturi: fanno davvero male alla salute? Facciamo chiarezza.(#004)

Jun 02, 2025

Hey, Splendida!

Hai mai notato che quello dei grassi è uno di quei temi 'caldi' che crea spesso confusione e accende dibattiti, anche tra i professionisti della salute le cui opinioni sembrano cambiare di continuo?

La domanda è più che legittima. Negli ultimi anni abbiamo assistito a un vero e proprio tira e molla mediatico:
❗Alcuni articoli li demonizzano, affermando che intasino le arterie, causano infarti e dovrebbero essere evitati come la peste.
✅ Altri sostengono che questa visione sia superata e che i grassi saturi, in realtà, non siano così pericolosi come si è sempre detto.

Come orientarsi, allora, tra opinioni contrastanti?

Facciamo chiarezza partendo da ciò che emerge dalle metanalisi e dagli studi più solidi a disposizione.

🔍 Che cosa sono i grassi saturi?

I grassi saturi sono una categoria di acidi grassi, ovvero molecole costituite da una lunga catena di atomi di carbonio e idrogeno. Si definiscono “saturi” perché tutti gli atomi di carbonio sono completamente “saturi” di idrogeno, cioè non presentano doppi legami nella loro struttura chimica. Questo li rende più stabili e solidi a temperatura ambiente, a differenza dei grassi insaturi (come quelli dell’olio d’oliva o del pesce), che sono invece liquidi.

Questa struttura li rende particolarmente resistenti all’ossidazione (cioè al deterioramento in presenza di calore o luce), motivo per cui vengono spesso utilizzati nei prodotti confezionati o nelle cotture ad alte temperature.

Li troviamo in alimenti di origine animale, come:

  • burro e panna

  • formaggi stagionati

  • carne rossa e carni lavorate (come salumi e insaccati)

  • lardo e strutto

  • tuorlo d’uovo

Ma anche in alcuni alimenti vegetali, spesso sottovalutati:

  • olio di cocco e olio di palma

  • cioccolato (soprattutto il burro di cacao)

  • alcuni dolci vegani o prodotti "senza latticini", che usano grassi tropicali solidi come sostituti

Per molto tempo, i grassi saturi sono stati considerati i principali responsabili delle malattie cardiovascolari, perché aumentano i livelli di colesterolo LDL (il cosiddetto “colesterolo cattivo”) nel sangue. Questo ha portato a decenni di raccomandazioni volte a ridurli drasticamente o evitarli del tutto.

Tuttavia, oggi sappiamo che la realtà è più complessa 😅.

🍽️ Non tutti i grassi saturi sono uguali

Gli effetti dei grassi saturi dipendono da numerosi fattori, tra cui:

  • la fonte alimentare (un grasso saturo nel formaggio stagionato non ha lo stesso impatto di uno nel salume industriale)

  • la composizione complessiva della dieta (una dieta equilibrata può “ammortizzare” l’effetto dei grassi saturi)

  • la quantità consumata e la frequenza

Inoltre, alcuni grassi saturi come l’acido stearico (presente nel cioccolato fondente) sembrano avere un impatto neutro sul colesterolo, mentre altri – come l’acido miristico e palmitico (presenti nel burro e nella carne rossa) – possono essere più problematici se consumati in eccesso.

⚖️ Il punto chiave?

I grassi saturi non sono automaticamente dannosi, ma nemmeno completamente innocui.

Come per molte cose nella nutrizione, il contesto fa la differenza.

Una dieta ricca di alimenti freschi e integrali, con un buon apporto di grassi insaturi (come quelli contenuti in olio extravergine di oliva, noci e pesce azzurro), può tranquillamente includere una moderata quantità di grassi saturi senza aumentare il rischio cardiovascolare.

Il vero problema nasce quando i grassi saturi si sommano a zuccheri raffinati, farine bianche, sale in eccesso e sedentarietà: un mix deleterio che può favorire l’insorgenza di molte malattie croniche, soprattutto durante e dopo la menopausa, quando il metabolismo rallenta e i rischi aumentano.

⚠️ I grassi saturi sono davvero pericolosi?

Dipende. La risposta non può più essere un semplice sì o no, perché il loro effetto sulla salute varia moltissimo in base a tre fattori fondamentali:

  1. Quantità assunta nel contesto della dieta generale

  2. Qualità complessiva dell’alimentazione

  3. Fonte alimentare da cui derivano

🤓 Ecco cosa sappiamo oggi:

✅ Un consumo eccessivo di grassi saturi –soprattutto se associato a una dieta ricca di zuccheri raffinati, alimenti ultra-processati e povera di fibre– può effettivamente aumentare il rischio di malattie cardiovascolari.

❗ Ma non è il grasso saturo in sé a essere il problema, quanto piuttosto il contesto in cui viene consumato.

👉Per esempio, i grassi saturi presenti nel cioccolato fondente o nello yogurt intero non hanno lo stesso impatto dei grassi saturi contenuti in carni lavorate come salumi, snack industriali o fritti da fast food.

🔸Una dieta equilibrata, basata su cibi integrali, ricca di frutta, verdura, legumi, cereali integrali e grassi buoni (come quelli dell’olio extravergine d’oliva, dei semi oleosi e del pesce grasso) mitiga ampiamente gli effetti negativi dei grassi saturi, se consumati con moderazione.

📊 Le linee guida ufficiali

La maggior parte delle autorità sanitarie internazionali, tra cui l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA), concordano su questo punto:

👉 Mantenere i grassi saturi entro il 10% dell’apporto calorico giornaliero totale è una strategia prudente e protettiva.

Per una dieta da 2000 kcal, questo equivale a circa 22 grammi di grassi saturi al giorno.

⚠️ E i grassi trans? Il vero pericolo si nasconde nei prodotti industriali

Se c’è un tipo di grasso che non lascia spazio a dubbi, è quello trans – in particolare i grassi trans artificiali, ottenuti attraverso un processo chiamato 'idrogenazione parziale', utilizzato dall’industria alimentare per migliorare la conservabilità e la consistenza dei prodotti.

Questi grassi non si trovano naturalmente negli alimenti in quantità significative (fatta eccezione per piccole tracce in alcuni latticini e carni), ma vengono aggiunti deliberatamente a moltissimi prodotti confezionati.

💥 E qui sta il problema.

Numerosi studi clinici e osservazionali hanno dimostrato in modo inequivocabile che anche un’assunzione minima di grassi trans artificiali è associata a un rischio maggiore di:

  • infarto e ictus

  • aumento del colesterolo LDL (quello “cattivo”)

  • abbassamento del colesterolo HDL (quello “buono”)

  • insulino-resistenza e diabete tipo 2

  • infiammazione cronica di basso grado

  • obesità addominale

  • alcune forme di tumore

  • disturbi cognitivi e peggioramento della memoria

⚠️ È importante sapere che non esiste una soglia “sicura” per il consumo di grassi trans: il livello raccomandato dalle autorità sanitarie è zero.

🔴 Anche a basse dosi, i grassi trans sono dannosi e da evitare del tutto.

Dove si nascondono i grassi trans?

I grassi trans artificiali sono ancora ampiamente presenti in molti alimenti industriali, soprattutto quelli ultraprocessati, ovvero 1️⃣ modificati chimicamente, 2️⃣ con lunghi elenchi di ingredienti e 3️⃣ una scarsa densità nutrizionale.

Ecco alcuni dei prodotti più a rischio:

🍪 Biscotti confezionati
🥐 Merendine da banco
🍟 Patatine fritte industriali e surgelate
🍰 Torte e dessert industriali
🍿 Popcorn per microonde
🍕 Pizze surgelate

🔍 Come difendersi?

1. Leggi le etichette con attenzione. Cerca tra gli ingredienti voci come:

“grassi vegetali idrogenati”

“oli parzialmente idrogenati”

Se le trovi, meglio evitare quel prodotto e scegliere un'alternativa più sana.

2. Preferisci prodotti freschi, non confezionati, o realizzati con pochi ingredienti riconoscibili (es. olio extravergine d’oliva, burro, farina integrale)

3. Limita il consumo di cibi “comodi” ma ultra-processati. Spesso sono i più ricchi di grassi trans, zuccheri raffinati, sale e additivi chimici. Sono comodi, sì, ma il loro prezzo lo paga il nostro corpo.

4. Quando acquisti fuori casa, soprattutto in fast food o panifici industriali, chiedi o verifica (se possibile) quali grassi vengono usati per friggere o per preparare i prodotti.

✅ La buona notizia?

Negli ultimi anni, molti Paesi hanno introdotto limiti o divieti all'uso dei grassi trans nella produzione alimentare.

Tuttavia, non sempre queste regole si applicano a tutti i prodotti (soprattutto importati), e non sempre vengono indicate in modo trasparente.

Quindi il consiglio resta sempre valido:

meno cibo industriale, più cibo vero.

E se un prodotto confezionato ti sembra troppo “perfetto” per durare mesi o avere una consistenza sempre identica… è molto probabile che contenga qualcosa che sarebbe meglio evitare.

❤️ In conclusione

I grassi saturi non sono da eliminare completamente, ma nemmeno da consumare liberamente.

📌 Se la tua alimentazione è varia, basata su cibi freschi e naturali, e segui uno stile di vita attivo, non c’è motivo di temerli.

Il vero problema nasce quando si sommano eccessi su eccessi: troppi grassi saturi, troppi zuccheri, troppi cibi industriali… e troppo poco movimento.

💡 Il segreto, ancora una volta, è l’equilibrio.

Se hai dubbi o vuoi approfondire questo tema in modo personalizzato, scrivimi pure:

📩 splendidainmenopausa@outlook.it

A presto, per ora, e ricordati di splendere, sempre!

Simona

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