Digiuno intermittente in peri e menopausa: benefici, rischi e perché può aiutare alcune donne.
Jul 30, 2026
Negli ultimi anni il digiuno intermittente è diventato uno degli approcci più discussi quando si parla di peso, metabolismo e salute dopo i 40 anni; c’è chi lo considera una strategia intelligente e sostenibile, chi lo vive come una moda estrema, e chi invece lo prova per qualche settimana per poi abbandonarlo frustrata e affamata. La verità, come spesso accade, sta nel mezzo.
👉 Prima di tutto, il digiuno intermittente non è una dieta nel senso tradizionale del termine.
Non nasce da un elenco rigido di alimenti vietati o concessi, ma da una diversa organizzazione del tempo alimentare; in pratica, si alternano momenti in cui si mangia (eating window) a momenti in cui non si introducono calorie (fasting window), ma è proprio questo cambiamento apparentemente semplice ad aver attirato l’attenzione di moltissime persone.
Non è solo una questione di calorie
Per anni la perdita di peso è stata raccontata quasi esclusivamente come un problema matematico: mangiare meno, muoversi di più, contare calorie e mantenere il controllo, eppure, chiunque abbia seguito diete per lungo tempo sa bene che la difficoltà reale non sta nel “non sapere cosa fare”.
La vera sfida è riuscire a mantenere queste abitudini nel tempo senza vivere un costante conflitto con il cibo.
Anche io sono arrivava al digiuno intermittente dopo anni di diete restrittive e conteggio ossessivo delle calorie, senso di colpa e fame costante, cicli di restrizione e abbuffate megagalattiche, ma soprattutto un senso di frustrazione per il peso che ritorna su ogni volta che mi fermavo un attimo a riprendere fiato!
In questa situazione di yo-yo che molte conoscono, all’inizio del mio Viaggio attraverso la perimenopausa e durante il lockdown del Covid-19, mentre facevo ricerche per scrivere la tesi per il Master, ho scoperto l’Intermittent Fasting (il digiuno intermittente, appunto) che poi è diventato il soggetto del mio lavoro accademico.
E bene, mi ha affascinato a tal punto da volerlo provare a mia volta.
Per me è stato una liberazione, non tanto perché abbia attivato chissà quali “magie metaboliche”, quanto piuttosto perché mi ha aiutata a ridurre il continuo rumore mentale legato al cibo.
Eh sì, per alcune donne, me compresa, smettere di interrogarsi di continuo su cosa mangiare, quanto mangiare, quante calorie o quanti “punti” abbia un alimento può diventare una vera e propria liberazione.
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