Capogiri, senso di sbandamento e menopausa: quando a far “girare la testa” non è il piacere.
Feb 11, 2026
Sentirsi stordite, con la testa vuota, instabili o come se il mondo ci girasse intorno è un’esperienza molto più comune di quanto si pensi, soprattutto durante la perimenopausa e la menopausa.
Molte donne raccontano episodi improvvisi di:
- difficoltà a stare in piedi dopo essersi alzate rapidamente,
- sensazione di pressione alla testa
- leggero senso di svenimento che arriva senza preavviso.
Spesso questi sintomi vengono minimizzati ed attribuiti allo stress, alla stanchezza o all’età che avanza ma, in realtà, i capogiri (o vertigini) possono essere uno dei tanti segnali che il corpo invia durante la transizione ormonale, e meritano attenzione, ascolto e comprensione.
La buona notizia è che nella maggior parte dei casi non indicano nulla di grave, ma capire perché accadono, come riconoscerli e come gestirli può fare una grande differenza nella qualità della vita quotidiana.
Cosa intendiamo davvero per “capogiri”?
Quando una donna dice “mi gira la testa”, può riferirsi a sensazioni molto diverse tra loro. In medicina, infatti, questa espressione è un contenitore che può include condizioni differenti:
-
Vertigine: la sensazione che tu o l’ambiente intorno a te, stiate girando o oscillando.
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Instabilità o disequilibrio: una percezione di scarsa stabilità, come se il corpo non fosse ben ancorato al suolo.
-
Pre-sincope: quella sensazione improvvisa di svenimento imminente, con vista offuscata, sudorazione fredda o debolezza.
Tutte queste esperienze sono relativamente comuni nella popolazione adulta e tendono ad aumentare con l’età.
Le donne, in particolare, ne soffrono più frequentemente rispetto agli uomini.
Perché i capogiri sono così comuni in perimenopausa e menopausa?
Durante la perimenopausa e la menopausa, il corpo femminile attraversa una fase di profonda riorganizzazione ormonale.
Estrogeni, progesterone e testosterone non diminuiscono semplicemente ma fluttuano, a volte in modo imprevedibile; queste oscillazioni hanno effetti diretti su diversi sistemi del corpo, incluso quello cardiovascolare e neurologico.
1. Il ruolo degli ormoni sui vasi sanguigni
Gli ormoni sessuali femminili influenzano il modo in cui i vasi sanguigni si dilatano e si contraggono.
Quando i livelli ormonali cambiano rapidamente, la regolazione della pressione e del flusso sanguigno può diventare meno efficiente, causando:
-
senso di testa leggera
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pressione alla testa
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capogiri quando ci si alza in piedi
-
sensazione di “annebbiamento”
Questo è particolarmente evidente quando si passa dalla posizione seduta o sdraiata a quella eretta, una condizione nota come ipotensione ortostatica.
2. Orecchio interno, ormoni e otoliti: un dettaglio che fa la differenza
Estrogeni e progesterone agiscono anche su aree del cervello coinvolte nell’equilibrio e sulla funzione dell’orecchio interno, una struttura chiave per l’orientamento spaziale e le fluttuazioni ormonali possono rendere questi sistemi più “sensibili”, favorendo episodi di instabilità o vertigine.
Nell’orecchio interno si trova il sistema vestibolare, una struttura fondamentale per il controllo dell’equilibrio e dell’orientamento nello spazio. È qui che entrano in gioco gli otoliti, minuscoli cristalli di carbonato di calcio che ci aiutano a percepire i movimenti della testa e la posizione del corpo.
In condizioni normali, questi microcristalli restano ben ancorati alla loro sede naturale; tuttavia, durante la perimenopausa e la menopausa, la riduzione e la fluttuazione degli estrogeni può influenzare il metabolismo del calcio e la stabilità di queste strutture, rendendo gli otoliti più inclini a spostarsi.
Quando ciò accade, i cristalli possono finire nei canali semicircolari dell’orecchio interno, dove non dovrebbero trovarsi, dando origine a episodi di vertigine posizionale: capogiri improvvisi, spesso scatenati da movimenti come alzarsi dal letto, girarsi nel sonno o inclinare la testa.
Questo meccanismo spiega perché molte donne riferiscano vertigini nuove o più intense proprio in questa fase della vita. Non si tratta solo di “giramenti di testa”, ma di una risposta fisiologica resa più probabile dai cambiamenti ormonali, spesso amplificata da stress, sonno disturbato e alterazioni del metabolismo osseo tipiche della menopausa.
Vampate, palpitazioni e capogiri: un circolo che si alimenta
Le vampate di calore sono uno dei sintomi più noti della menopausa. Durante una vampata, i vasi sanguigni si dilatano rapidamente per disperdere calore. Questo improvviso afflusso di sangue può causare:
-
sensazione di calore intenso
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sudorazione
-
senso di sbandamento o capogiro
Per molte donne, il capogiro arriva proprio insieme alla vampata, o subito dopo, aumentando la sensazione di perdita di controllo sul proprio corpo.
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Mestruazioni abbondanti e anemia: un legame spesso sottovalutato
In perimenopausa, i cicli possono diventare più ravvicinati, più lunghi o più abbondanti e quando le perdite di sangue sono importanti, può svilupparsi una carenza di ferro o una vera e propria anemia, che si manifesta con:
- stanchezza persistente
- pallore
- affanno
- capogiri
- difficoltà di concentrazione
In questi casi, il capogiro non è “solo ormonale”, ma il segnale che il corpo sta chiedendo un supporto nutrizionale e clinico mirato.
Ansia, stress e sistema nervoso: quando la testa gira anche per questo
La menopausa non è solo un cambiamento fisico, ma anche emotivo e psicologico.
Molti studi hanno evidenziato un’associazione significativa tra capogiri e stati d’ansia nelle donne in perimenopausa e postmenopausa.
Lo stress cronico può amplificare la percezione dei sintomi fisici, alterare la respirazione, aumentare la tensione muscolare e influenzare la regolazione della pressione sanguigna.
Il risultato? Più capogiri, più paura dei capogiri, più stress.

Un circolo vizioso che va spezzato con consapevolezza e gentilezza.
Altre possibili cause (spesso intrecciate alla menopausa)
Non tutti i capogiri sono causati direttamente dagli ormoni; tuttavia, la menopausa può rendere più evidenti condizioni già presenti o favorirne la comparsa.
- Glicemia instabile: le variazioni ormonali possono influenzare la sensibilità all’insulina, rendendo più difficile mantenere stabili i livelli di zucchero nel sangue. Calo glicemico = capogiri, debolezza, tremori, fame improvvisa.
- Emicrania e cefalea: chi soffre di emicrania può notare un peggioramento dei sintomi in perimenopausa. L’emicrania può essere accompagnata da vertigini, nausea e instabilità, soprattutto nei periodi di maggiore fluttuazione estrogenica.
- Disidratazione e sonno disturbato: sudorazioni notturne, risvegli frequenti e insonnia possono portare a disidratazione e affaticamento, entrambi fattori noti per favorire i capogiri. La qualità del sonno è strettamente collegata alla percezione di equilibrio durante il giorno.
Cosa puoi fare concretamente per ridurre i capogiri
La gestione dei capogiri in menopausa passa da una visione integrata che unisce stile di vita, alimentazione, supporto emotivo e, quando indicato, terapia ormonale.
- Idratazione e nutrizione
Bere regolarmente durante la giornata, ridurre l’eccesso di caffeina e mantenere una glicemia stabile con pasti equilibrati è fondamentale. Gli spuntini ricchi di proteine aiutano più di quelli zuccherini.
- Movimento e equilibrio
L’attività fisica regolare migliora la circolazione, riduce lo stress e rafforza i meccanismi di equilibrio. Non serve strafare: costanza e dolcezza sono la chiave.
- Gestione dello stress
Respirazione, mindfulness, ritmi più sostenibili: tutto ciò che calma il sistema nervoso contribuisce anche a ridurre i capogiri.
Terapia Ormonale Sostitutiva (TOS): può aiutare?
Quando i capogiri sono legati alle fluttuazioni ormonali, la Terapia Ormonale Sostitutiva può rappresentare un valido supporto.
Studi osservazionali hanno mostrato una riduzione dell’incidenza di alcune forme di vertigine nelle donne che assumono estrogeni.
Come sempre, la TOS va valutata caso per caso, tenendo conto della storia clinica, dei sintomi e degli obiettivi di benessere della donna.
Quando è importante chiedere aiuto
È fondamentale consultare il medico se i capogiri sono:
- frequenti o invalidanti
- associati a svenimenti
- accompagnati da palpitazioni importanti
- nuovi o improvvisamente peggiorati
Indagare le cause permette di escludere problemi sottostanti e di intervenire in modo mirato e rassicurante.
Per concludere
I capogiri in menopausa non sono una tue impressione, ma un segnale reale di un corpo che sta cambiando e che ha bisogno di ascolto, equilibrio e cura.
Comprenderli è il primo passo per tornare a sentirsi stabili, presenti e fiduciose nel proprio corpo.
Risorse ed Approfondimenti
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- Maarsingh O.R., Dros J., Schellevis F.G. et al. (2010), ‘Dizziness reported by elderly patients in family practice: prevalence, incidence, and clinical characteristics’, BMC Fam Pract, 11, 2. doi: 10.1186/1471-2296-11-2
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