Menopausa: le domande giuste da portare con te alla prossima visita ginecologica

consigli l'angolo della farmacista menopausa e perimenopausa terapia ormonale sostitutiva Feb 18, 2026
Domande giuste sulla menopausa per la ginecologa

La menopausa è una transizione naturale, ma questo non significa che sia semplice, né uguale per tutte.

Può iniziare in modo graduale, silenzioso, quasi impercettibile… Oppure entrare nella nostra vita con sintomi evidenti che sembrano arrivare tutti insieme.

Una delle difficoltà più grandi, per molte donne, non è solo convivere con i cambiamenti del corpo, ma capire cosa sta succedendo davveroE, soprattutto, sapere cosa chiedere al momento giusto.

La visita ginecologica, in perimenopausa e menopausa, diventa uno spazio fondamentale di confronto, ma molte donne ci arrivano confuse, con mille pensieri in testa, e finiscono per uscirne con risposte parziali o con la sensazione di non aver chiesto “la cosa giusta”.

Questo articolo nasce proprio per questo:

  • aiutarti a fare ordine,
  • darti parole, strumenti e consapevolezza appropriate, così da trasformare la prossima visita in un vero momento di alleanza terapeutica.

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7 domande essenziali da fare per affrontare con chiarezza la perimenopausa e la menopausa.

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1. Come faccio a sapere se sono davvero in menopausa?

È una delle domande più comuni ed anche una delle più legittime.

La menopausa, per definizione, viene diagnosticata dopo 12 mesi consecutivi senza mestruazioni, ma il percorso che porta a quel momento (la perimenopausa) può durare anni.

In questa fase di transizione ormonale, quando gli ormoni fluttuano impazziti, possono comparire segnali come:

Il punto è che nessuno di questi sintomi è esclusivo della menopausa. Problemi tiroidei, stress cronico, sindrome dell’ovaio policistico, squilibri metabolici o persino una gravidanza (sì, può succedere) possono dare segnali simili.

Ecco perché è importante non “autodiagnosticarsi”, ma contestualizzare i sintomi insieme al medico, valutando:

  • età

  • storia mestruale

  • sintomi associati

  • eventuali esami di supporto (quando utili, non di routine)

👉 In perimenopausa, più che “un numero sul referto”, conta l’insieme del quadro clinico.

2. Il mio desiderio sessuale cambierà?

Per molte donne, sì ma non sempre nel modo che si racconta.

Il calo degli estrogeni può influenzare la lubrificazione vaginale, l’elasticità dei tessuti e, indirettamente, il piacere durante i rapporti; se il sesso diventa doloroso o fastidioso, è naturale che il desiderio ne risenta.

Allo stesso tempo, la libido non è solo una questione ormonale ma entrano in gioco:

  • qualità del sonno

  • stress

  • immagine corporea

  • relazione di coppia

  • stanchezza mentale ed emotiva

Per questo è importante parlarne apertamente con il ginecologo, senza imbarazzo perché non esistono domande “scomode”, esistono solo bisogni non espressi.

Durante la visita potresti chiedere:

  • se i cambiamenti che stai vivendo sono coerenti con la fase ormonale che stai vivendo

  • se esistono opzioni farmacologiche ad azione locale (come estrogeni vaginali) o rimedi non ormonali

  • quali lubrificanti o idratanti vaginali siano più adatti alla tua situazione

👉 La sessualità in menopausa non scompare: può trasformarsi, e spesso migliorare, se sostenuta nel modo giusto.

3. Perché dormo peggio proprio adesso?

Il sonno è uno dei primi equilibri a rompersi in perimenopausa questo perché gli ormoni sessuali partecipano alla regolazione della temperatura corporea, del ritmo sonno-veglia e persino dei neurotrasmettitori coinvolti nel rilassamento. Quando questi fluttuano, il sonno diventa più fragile.

Ci si addormenta con fatica, ci si sveglia nel cuore della notte, oppure ci si alza già stanche.

Le vampate notturne e le sudorazioni sono solo una parte del problema. A volte il sonno peggiora anche senza sintomi evidenti, ma con una sensazione di “riposo che non ricarica”.

Durante la visita ginecologica è utile chiedere:

  • se i disturbi del sonno possono essere legati alla transizione ormonale nella quale ti trovi ora

  • se è opportuno escludere altre cause (tiroide, apnea notturna, stress cronico)

  • quali strategie possono aiutare davvero (igiene del sonno, integrazione mirata, TOS, supporto cognitivo-comportamentale)

👉 Dormire meglio non è un lusso ma una base terapeutica per affrontare la menopausa.

4. Devo continuare con Pap test e mammografia?

Sì ed in alcuni casi, con ancora più attenzione.

Con l’avanzare dell’età aumenta il rischio di alcune patologie, e la menopausa è un momento chiave per rivedere il proprio piano di prevenzione.

Pap test, HPV test e mammografia restano strumenti fondamentali e a questi si possono aggiungere:

  • densitometria ossea per valutare il rischio di osteoporosi

  • profilo lipidico (colesterolo)

  • glicemia o emoglobina glicata

  • monitoraggio della pressione arteriosa

  • valutazione della funzione tiroidea

👉 La menopausa non è solo “fine del ciclo”: è un check-point di salute globale.

5. La menopausa può influenzare la mia salute mentale?

Assolutamente sì e parlarne è fondamentale.

Le fluttuazioni ormonali possono influenzare l’umore, la resilienza allo stress, la memoria e la concentrazione.

A questo spesso, poi si aggiungono cambiamenti di vita importanti: figli che crescono, genitori anziani, carichi lavorativi, ridefinizione dell’identità.

Non è “debolezza”. È fisiologia, contesto e storia personale che si intrecciano.

Se senti che l’equilibrio emotivo è più fragile, il ginecologo può aiutarti a:

  • capire se c’è una componente ormonale

  • valutare un supporto psicologico

  • orientarti verso un trattamento integrato, quando serve

👉 La salute mentale fa parte della salute in generale ed è legata alla tua salute ormonale; tienine conto.

6. La terapia ormonale è adatta a me?

La TOS (terapia ormonale sostitutiva) è uno strumento, non un obbligo e neanche un tabù. Essa può essere molto efficace nel ridurre vampate, migliorare il sonno, proteggere ossa e qualità di vita, ma va personalizzata, valutando:

  • età di inizio

  • tipo di sintomi

  • storia clinica personale e familiare

  • formulazione più adatta (transdermica, orale, locale)

La domanda giusta non è “fa bene o fa male?”, ma:
👉 “È appropriata per me, ora, in questo momento della mia vita?”

7. Integratori e terapie complementari: aiutano davvero?

Alcuni integratori possono essere utili, se scelti con criterio. Ad esempio: Vitamina D, calcio, vitamine del gruppo B, melatonina, alcune piante officinali possono offrire supporto, ma la loro azione non é neutre e non va banalizzata perché si possono creare delle interazioni spiacevoli con i farmaci etici (le medicine che si prendono regolarmente) se assunti.

Anche pratiche come yoga, meditazione, agopuntura o massaggi possono avere un ruolo importante, soprattutto nella gestione dello stress e del sonno.

👉 L’approccio più efficace è quasi sempre integrato, non “o questo o quello”.

Per concludere

La menopausa non è una malattia, ma non è nemmeno una condizione da subire in silenzio. Fare le domande giuste, al momento giusto, cambia tutto e tu hai il potere di trasformare la visita ginecologica in uno spazio di ascolto, chiarezza e possibilità.

E ricorda: non sei sola in questo passaggio.

Esistono strumenti, conoscenze e percorsi per attraversarlo con più serenità.

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